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February 12 Raccolta di Splinder-BlogPrima di leggere: Ormai non lo uso più questo blog, non serve a niente. Mi trovate su: www.thechroniclesofpit.splinder.com Questi sono gli ultimi interventi che ho scritto lì. martedì, 12 febbraio 2008 // oggi in classe sembravo fumato. PietroPiTPedone • 16:22 in : canzoni, scuola, everyday life, flash, filosofeggiando, autocommiserescion Have you come here for forgiveness?
Have you come to raise the dead? Have you come here to play Jesus...? [U2 - One] Questo pezzettino mi risuonava nella testa da un po'. Aiai... le mani sono sempre più fredde, e io sempre più perplesso, momentaneamente ignorando il da farsi del mio futuro, di quello che viene dopo. Che cazzo, c'è già chi si prepara una brillante uscita dal liceo con cento e magari pure la lode, poi università e infine una carriera folgorante come ingegnere aerospaziale, e io qua che non voglio neanche fare la matematica per domani... Forse è meglio che me ne vada davvero all'alberghiero. Me la passerei meglio. Ma quei pochi fuggiaschi che leggono questo blog senza neanche lasciare un commento non vogliono ascoltare la mia depressione, vero? In realtà si chiedono ancora perchè stiano leggendo. Forse oggi non vi darò una vera motivazione, sono fuori forma, mi fa male la pancia e non so quanto potrò scrivere. ...anzi, a ripensarci, ho un signor flash da proporvi, un orribile parto della mia mente malata. Cominciamo. Io sono uno strenuo sostenitore della verità soggettiva e relativa. Cioè, ognuno vede una sua verità personale. Tutta la sua vita, tutte le sue azioni, la realtà intorno a lui, è tutta una sua creazione. Le persone, i luoghi, ogni cosa, è generata da lui. Ogni uomo ha una propria concezione, un proprio mondo creato secondo i suoi desideri; non c'è una realtà oggettiva. In questo senso, anzi, non esiste proprio niente, dato che ogni persona si costituisce il proprio mondo, elaborando e plasmando un'ipotetica materia che, anche se è la base di ogni singola verità, in realtà non esiste, perchè è del tutto sconosciuta a noi, va oltre la nostra immaginazione, il nostro subconscio. Quindi, non può essere immaginata, e portata in una di queste nostre realtà; ma, se non esiste, non esisterà neanche tutto ciò che da essa deriva. Questo, come potrebbe sembrare, fa cadere tutto il mio ragionamento: ma in realtà, io non ho mai parlato di esistenza delle varie realtà. Ho detto soltanto che ognuna di esse è vera ed esiste soltanto per la persona che la crea; non ha alcuna ricaduta sulle verità delle altre persone, anche perchè, le altre persone non esistono. Cioè, non esistono come le intendiamo noi. Non sono tangibili, non ci si può interagire; sono al centro della loro fantasia/verità, del tutto estranei agli altri mondi immaginari. Le persone che esistono nelle verità relative di ognuno, in realtà sono esseri senza volontà e senz'anima. Sono fantocci, mossi soltanto dal desiderio di chi crea tutta la fantasia; fanno esattamente quello che vuole lui. Ci sarebbero tanti altri aspetti, ma dato che:
lunedì, 11 febbraio 2008 // voi non ne avete idea.
PietroPiTPedone • 21:35 in : libri, scuola, everyday life, flash, autocommiserescion, palermo analysis Non ne avete davvero, ma comunque. Finalmente mi sono tolto questo peso delle olimpiadi. Dopo pomeriggi e pomeriggi, ore e ore passate a scuola a fare test su test per queste cazzo di olimpiadi, oggi ci vado e i test erano mille volte più difficili di quelli che ci ha fatto fare Principato. Affanculo, ho detto allora, chi me lo fa fare? E me ne sono andato dopo due ore passate a lambiccarmi inutilmente il cervello, giusto per fare figura. Un po' mi dispiace per il prof, non potrà andare una settimana a Cesenatico con me. Comunque... poi sono tornato verso scuola, e mi sono imbattuto nella gente di Palermo. Voi non ne avete idea, di tutta la gente diversa che c'è. Siamo un po' un Melting Pot dei caratteri. Chi cerca disperatamente, forse solo per rompere le palle, forse per necessità, un contatto umano. Ed è disposto a parlare con chiunque per ottenerlo. E l'altro, che non lo capisce, lo tratta con insofferenza, che comunque tutti abbiamo insita nel nostro carattere. Non per colpa nostra, è dovuta alla nostra frenetica vita, ai nostri ritmi insostenibili. Tutto è programmato, anche i rapporti umani; quelli non contemplati sono trattati come semplici errori inutili, e le persone che li effettuano non sono minimamente considerate, anzi sono trattate come soggetti dalle ridotte capacità di intendere e di volere. Comunque, non sto giudicando né condannando nessuno, dato che io stesso faccio parte di questa categoria insofferente. Anzi, ne potrei essere messo a capo. Ma la colpa non è mia, è colpa di questa vita frenetica, di questi ritmi insostenibili, che ci rendono ipersensibili e ipotolleranti. A me serve parlare, a cuore aperto, con qualcuno che mi ascolti completamente. Per questo scrivo. Il blog non controbatte, non ti interrompe. Ti aspetta quando pensi, non parla su di te, contro di te, con te. Ti lascia solo. Ti lascia come ti ha trovato. Non migliora il tuo carattere, non ti dà consigli. Subisce tutto. È il passivo per eccellenza. Non ha una sua volontà. Potresti prenderlo a parolacce, inveire, sfotterlo, e lui continuerebbe ad offrirti la sua pagina bianca, voglioso, aspettando che le tue lettere si posino su di essa. Ti lascia come ti ha trovato. Solo. Comunque, solo per mettere anche il tag "Libri", dico che mi voglio comprare un libro che ho visto in una libreria vicino il Cannizzaro. Si chiama "Un solo mondo o infiniti" o qualcosa del genere, e costa 20€. Ma mi intriga. Pensiero ristretto del giorno: quando succede qualcosa a una persona, e a un'altra persona potrebbe interessare abbastanza, non è così se quest'ultima è felice. sabato, 09 febbraio 2008 // 2/5. Che bel punteggio.
Come previsto, compito di merda. Ma dopotutto, che mi aspettavo? Non ho studiato! Bha... va tutto di merda, niente è al suo posto... vado male a scuola, mi sa che quest'anno tre debiti me li porto facili... sono svogliato, e ogni cosa che faccio non riesce. Che palle. Allora tanto valeva fottersene... non ho fatto i PON dell'Apicella che mi avrebbero fatto andare a Londra, o il gemellaggio in America, o chissà che altro, e per cosa? Per non avere debito di matematica, anche se l'avrò comunque... così, debito di matematica e in più non ho fatto quello che mi piace, cioè l'inglese... che a me piace, stop. E la filosofia! Che palle, quanto la odio! Ma chissenefotte dei filosofi sconosciuti del 30 avanti Cristo! Anassagora, Crizia, Talete... quest'ultimo poi, m'è bastato in matematica... dovrebbero scriverlo, nell'orario di terza superiore: non filosofia, ma storia della filosofia. Che è già un'altra cosa. Che io personalmente odio. Sono sempre nomi, date, collocazioni da ricordare! Chissenefrega! Io voglio poter parlare della filosofia attuale, tipo Kant, o Nietzsche, o questi qua, che sono più recenti... o addirittura della filosofia che regola la nostra vita! La filosofia, i pensieri di adesso... non quelle pagine ammuffite di migliaia di anni fa. Chissenefrega. Io voglio fare quello che mi piace... perché non si può? Già dalle superiori, un ragazzo in teoria "sceglie" il proprio futuro, a seconda dell'indirizzo... ma che ne sa un ragazzo del suo futuro, e delle cose da studiare, a 14 anni? Deve aspettare di prendere coscienza di quello che vuole veramente, ma questo succede molto dopo, tipo al terzo anno (se non si è stati bocciati)... e che fa? Cambia scuola? Ormai! Se la assuppa, se ci riesce, altrimenti è costretto ad andarsene... Secondo me, sarebbe più utile una scuola media di cinque anni, non tre! Così uno esce di là che bene o male sa abbastanza, e può già prendere una prima decisione... ma a 16 anni, mica a 14. Adesso sono a casa, e credo ci starò anche la sera... mi secca uscire... non sono di buona compagnia. O forse andrò in spiaggia... sulla sabbia fredda... a guardare il cielo, e a pensare. È questo, che uccide l'uomo... restare solo ed essere costretto a pensare... venerdì, 08 febbraio 2008 // la pioggia è rivitalizzante.
S'i' fosse foco (Cecco Angiolieri, adatt. Fabrizio De Andrè) S'i' fosse foco, arderei 'l mondo,
Oh yeah. Dopo questa bellissima
poesia/canzone, che sinceramente sento mia come poco altro, sono qui a
scrivere. Su MSN si parla di bocciature e debiti, che tristezza... però
ho scaricato il dizionario di FireFox che mi segna tutte le parole
sbagliate. Wow. Ma stavamo dicendo... voglio giocare alla Wii! Non voglio averla, però, altrimenti me ne stanco... voglio solo poterci giocare quando voglio, quando mi va. Ogni tanto. Tante cose da dire, poca voglia... e anche parlare, parlare, parlare. Bla bla bla. Domani un bellissimo compito di matematica, sono già pronto a PiGreco Mezzi, e sono qua a scrivere e confortare Frax che dice che sarà bocciato e che non è intelligente, senza neanche sapere qual'è il mio, di destino. Che cosa mi succederà. Troppe approssimazioni, troppe. E troppo poco tempo per pensare. Siamo già a metà anno, il debito di storia è sicuro e già scritto, quand'è che lo devo recuperare? A settembre? O durante l'anno prossimo? Zero risposte. Ma che mi potevo aspettare? Non c'è mai una risposta, se c'è, non è univoca, se lo è, per me non vale. Ho anche fatto un accenno di filosofia, e mi dovrei recuperare tutto il libro in pratica... altra bella notizia. Oggi Brì-Brì (il mio prof filosofo di fisica) mi ha detto che non è riuscito a leggere bene 'Il ritratto di Dorian Gray' per tutti i suoi estetismi. E io l'ho zittito dicendo: "Se volevo leggere qualcosa senza estetismi e abbellimenti, non avrei letto questo libro." Ari-uau. Sto parlando/scrivendo troppo... e pensando anche, e in una maniera spropositata. Le parole drenano dal cervello alle mani senza alcun costrutto logico, e si buttano dritte dritte sul cyber-foglio bianco (verde) di questo blog, Mi è capitato spesso di aprire la mia mente a chi non gliene frega niente, ma mai a un blog. È una bella sensazione, però. Il blog non ti zittisce, non si addormenta. Ti fa parlare. Accoglie ogni tua singola parola, e la trattiene con la sacra regola dell'ipse dixit. Non la cambia, non la rende sofisticata. La custodisce geloso nel suo grembo, e la cede, comunicando agli altri esattamente quello che volevi tu. Altro che diario segreto... che tutti leggano. giovedì, 07 febbraio 2008 // Un pò troppa farina...
Bla, bla, bla. Parole, parole, parole, come diceva una famosa canzone... ma che c'entra. Per ora scrivo molte cose tutte in minuscolo. Senza motivo. Non qua però, qua voglio conservare una dignità. Continuo a seguire le mie regole grammaticali. E ne sono convinto. Ma comunque... Non so, in realtà non so neanche perchè sto scrivendo. Per frustrazione, forse. Frustrazione per questa scuola che non mi permette di respirare, di fare ciò che voglio. Frustrazione per il fatto che mio padre guarda la TV dove dormo io fino a mezzanotte, impedendomi di dormire. Frustrazione perchè i miei non sanno usare il PC e lo distruggono. Ho sonno e vorrei dormire, vestito, sul divano, immediatamente. Ma prima devo mettermi il pigiamo, devo preparare il letto, mi devo lavare, devo preparare lo zaino... e alla fine il sonno se n'è andato a puttane. Ho sonno... sonno di vita... martedì, 05 febbraio 2008 // ...e così, affogo i dispiaceri nei biscotti al cioccolato...
PietroPiTPedone • 17:07 in : flash Click. Scrivo quattro minchiate e clicco "Mi sento fortunato" su Google, senza crederci davvero. Fortuna... bha. Non esiste la fortuna. Ognuno è fautore di se stesso. Ognuno è causa e conseguenza delle sue azioni. Non esiste la fortuna. Esiste il destino. Ma non è semplice, pensare al destino. Non è quello che accadrà. Non è il futuro, immutabile. È cangiante e mutevole. Cambia in continuazione, con ogni nostra azione, con ogni nostro pensiero. Si adatta, in un certo senso, a tutto ciò che facciamo. Ma è uno solo. Ciò che succede, quando succede, è successo. Non cambierà. È passato, scritto per sempre. Tutto quello che verrà poi, ne sarà influenzato. Ma ormai è successo. Non si può cambiare. Puoi essere indeciso finchè vuoi, anche fino all'ultimo istante. Ma la scelta è una. A partire da quella, tutto il resto cambierà. Non si torna indietro. Non puoi chiederti "Cosa sarebbe successo se...". Non ha senso, è una perdita di tempo. Ciò ch'è fatto, è fatto. mercoledì, 30 gennaio 2008 // #1 - da sistemare.
Intensi occhi grandi, custodi di un addio... Beh: quadrimestre finito, ora una boccata d'aria, prima di rituffarsi nei compiti. Cioè, prima di tuffarsi e basta. Ho finito Palermo è una cipolla, ma non ne voglio parlare in questo post, o forse si, magari più giù. Non in questa riga, comunque. Dicevo, ecco alcuni flash nuovi di zecca: La libertà di un finisce quando comincia quella dell'altro. Quant'è vero? Cioè, uno ha il libero diritto di stare in coda in farmacia. Ok? Ma metti che c'è un altro a cui servono le medicine urgentemente per un motivo qualunque e che è arrivato all'ultimo, e ha dieci persone davanti che non lo fanno passare. Quanta libertà ha questo di andare avanti a quello senza spiegazioni? Voglio dire, l'etica ci impone di rispettare le scelte altrui, quindi quello davanti è liberissimo di decidere di non farlo passare, perchè anche lui ha fretta. Ma se l'altro gli passa davanti, quanto può quell'altro reclamare i propri diritti, senza cadere nel ridicolo? Mha. Che intervento a cazzo. Ci faccio pure la categoria. domenica, 20 gennaio 2008 // Dall'aereoporto al Centro
Ed eccomi qua. Premesso che odio sti caratteri di Splinder, che oltre le grandezze selezionabili nell'apposita casellina, ce n'è una extra: quella silente, innominata. Ovvero quella con cui inizi normalmente a scrivere. E sapete qual'è la differenza? Che questa è modificabile dal fruitore attraverso l'opzione "Carattere" sul proprio browser. Bha. Ma comunque: oggi sono andato da Mondello in via Uditore e ritorno, ascoltando musica, parlando con persone e leggendo un libro, risultato ovvio: mi son fatto tanti flash, ripensando alle cose anche passate e cose nuove. Soprattutto perchè quel libro parlava di Palermo. Comunque, volevo spiegare una cosa: per me, flash non vuol dire qualcosa di divertente, o qualcosa di strano, di impossibile. Vuol dire soltanto qualcosa, che io peso, che può essere normale, reale, surreale oppure impossibile. Oppure può essere una semplice serie di cazzate una dietro l'altra. Ma non è così, spesso. Dicevo, sto leggendo questo libro, Palermo è una cipolla, di Roberto Alajmo, Contromano edizioni, comprato all'aereoporto a 9€. E proprio di questo parla, cioè di Palermo partendo dall'aereoporto. "Ci sono le città che sanno che il tragitto dall'aereoporto al centro è il biglietto da visita della città stessa, e lo curano. E ci sono città che, sapendolo, non se ne curano. La Città [Palermo, ndr] fa parte delle seconde." [Roberto Alajmo, Palermo è una cipolla]
E parla: parla dell'areoporto precariamente sito su una lingua di terra tra il mare e la montagna, delle villette di fianco all'autostrada, delle lapidi di Capaci. E continua a parlare. Ma vi consiglio di comprarvelo, è piccolo piccolo, costa poco e mi fa fare tanti flash, che non appena l'avrò finito ve li farò sapere. Ma adesso, fatemi gli auguri, che fra 10 ore ci sarà un compito di fisica su cose che non ho studiato, un'interrogazione di biologia su cose che non ho letto, una di storia che non ho mai fatto e due ore per una di italiano su una cosa che ancora non ho finito. Yeah. sabato, 19 gennaio 2008 // Prime riflessioni, per inaugurare il blog
Ecco così che comincio finalmente a scrivere su sto blog. Per decidere questo sfondo così semplice ne ho dovuti passare così tanti >_< mamma mia! Comunque ormai mi sono deciso. Le cosine a sinistra le scriverò piano piano, per ora ho fatto solo i libri e alcuni link... quanti ne devo aggiungere non lo so manco io! Ma comunque... Ho deciso che questo blog lo userò molto molto per scrivere aforismi, piccoli racconti, riflessioni con cui questa vita malata mi fa flashare in continuazione, e che scordo sempre... almeno me li scrivo qua, e bon. Non ho molto da dire per ora, anche perchè questo intervento lo devo chiudere perchè serve solo come introduzione... E perchè le parole a mia disposizione sono quasi finite. Anzi, mi interessa così poco che credo smetterò di scrivere nel bel mezzo di quello [cit. Alek] --> [cit. Scrubs] E bai. Bai-bai. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://il-surrealista.spaces.live.com/blog/cns!CD76C2988594CB59!5705.trak Weblogs that reference this entry
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